lunedì 9 agosto 2010

Urla

Ferita atroce.
Incapace di urlare.
Errando non sapendo di aprire un conto a vita.
Scavata.
Voragine dentro di me, io dentro di lei.
Disperata.
Volendo urlare non avendo forza per uscirne.
Solo sgoccioli. Rabbia acida che sgorga.
Come questi fiotti veloci e stolti di lettere e punti.
Stordita.
Incubo.
Correndo senza potere.
Scheggiata.
Scheggia di marmo fredda e tagliente.
Annodata.
Nodo stretto a corrodere.
Stanca.
Ignara.
Da chi questa condanna?
Chi ha dannato un'anima che i più cari trascina nel buio della sua ferocia?
Saetta cieca che distrugge chi più la protegge e che dovrebbe proteggere.
Onora chi ti schiaffeggiò.
Distruggi chi ti sostenne nella paura, nella lotta quotidiana con la tua rovina.
Peggiore degli esseri striscianti nel grembo di questa terra.
Indegno di rispetto.
In cerca di sosta, di pace. Di poco.
Degno solo di dannazione continua.
Di bestialità.
Rinnegata sull'argine della malora.
Tradita.
Divorata.
Stuprata.
Sventrata.
Smembrata.
Derubata della parte più intima messa alla gogna con verbo fradicio di veleno.
Della sua estate.
Mostrificata.
Mostro.
Urla al mondo odio sincero.
Per te o per chi ti possiede.

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