La riemersione da un weekend di full immersion nel mondo delle startup web è avvenuta con successo ed eccomi qui a raccontarlo, quel weekend: 54 ore per fondare una startup la mission dichiarata di questa iniziativa internazionale, Startup Weekend, che ha fatto un po' da talent scout ad alcune nuove imprese del web.
Per quanto mi riguarda, ho conosciuto tante persone interessanti (era il mio scopo) e ho imparato molte cose. L'importanza del team, ad esempio. Il fatto che non basta avere l'idea ma occorre anche una buona dose di costanza e tenacia per realizzarla.
Quello che mi piace di più tutto ciò, però, è il contesto multidisciplinare in cui si lavora, che è poi la mia 'scuola' filosofica, che cerco di vedere realizzata nella mia vita professionale. E la fase creativa.
Non so, invece, se mi piacerebbe diventare un 'imprenditore seriale'. Sarebbe un po' come partorire un figlio e poi, appena adolescente, venderlo al miglior offerente. Per una come me che si affeziona alle idee, alle persone che ci lavorano e ai sacrifici fatti insieme, forse non è proprio l'ambizione principale. Io credo che vorrei restarci nell'idea e farla crescere ancora, insieme a me. Fatemici almeno restare dentro! L'ho vista crescere e l'ho nutrita con le mie ore di sonno! E che voracità!
A parte ciò, ho capito che la mia società di consulenza human-technology (ebbene sì, ho fatto anche il pitch!) è un concetto al futuro nell'ICT o forse non adatto a questo contesto, seppur stimolante per moltissimi aspetti.
La parte di interazione è stata, credo, il grande successo del weekend. Ecco le foto del bravissimo Bruno (però io sono un soggetto fotografico troppo ostico anche per lui)!
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martedì 19 ottobre 2010
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