mercoledì 5 gennaio 2011

Silenzio stampa

Ci sarebbe tanto da dire quando tutti tacciono e tu avresti qualcosa da dire. Quando la paura sovrasta l'innocenza delle brave persone abbrutite dal terrore.
Quando ti dicono che forse sei incapace e capisci che tra te e loro non c'è nulla di diretto, nulla di umano, ma una sovrastruttura grande un mondo che dispone di chi sei. Ruolo.
Quando passi il guado della Procedura e si dicono cose orribili di te e improvvisamente sei il Mostro traditore del Qua-funziona-così, che saltella ignaro e terribile sul palco delle miserie.
Ci sarebbe tanto da dire quando rischi e ti diverti a farlo mentre l'adrenalina fuori orbita ti fa maledire quello che ostinatamente sei e quello che proprio non riesci a non fare.
Ci sarebbe tanto da dire di fronte ai ricatti, alle insinuazioni, alle presunzioni di colpevolezza.
Ci sarebbe da dire tanto oppure una cosa sola. Dov'è l'eroe con il soldatino, la principessa con la bambolina? Chi ha trucidato i loro sogni?
Chi ha insegnato loro questo scempio?
Dov'è l'Uomo?
Ci sarebbe tanto da dire.
Silenzio stampa.
Intanto gioco con il mio paperotto di peluche e con la mia tastierina elettronica: Un-due-Giovanni Allevi, Go with the flow. La sento ancora.

2 commenti:

  1. ciao sono sara,
    mi dici se avete scelto per l'i-libro?
    grazie !

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  2. Ciao Sara, sì, stiamo avviando la fase di prototipazione. Però potremmo aver bisogno di altre menti creative! A breve il sito. Seguimi: ne parlerò anche qui.
    Grazie a te!

    RispondiElimina

Anche l'occhio vuole la sua parte

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