giovedì 21 luglio 2011

La multiformità del web e i presunti cretini

Questa è la mia risposta all'opinione espressa sul suo blog da Massimo Mantellini su quelli che definisce i "cretini del web", riferendosi all'operazione di Spider Truman, che svela su Facebook i segreti della casta di Montecitorio. 

Ecco il post di Mantellini: I cretini del Web

Caro Massimo, non sono d'accordo con la visione che esprimi in questo post. Quella che tu riporti è una visione della Rete paradossalmente appiattita, in cui tutto è comunità o gruppo. Ma il web non è solo questo. Lo stesso web 2.0, come dimostra Twitter, può essere un mezzo di informazione o, in particolare, come in questo caso, di diffusione di informazioni generalmente ignote ai più. Questo se il problema è il messaggio in broadcasting (da uno a molti).
Se il problema è l'anonimato, invece, mi rifaccio sempre a Twitter, che dà la possibilità agli autori di essere anonimi, anche perché, diversamente, i dissidenti dei regimi repressivi a quest'ora sarebbero già passati da un pezzo dalla forca.
Il problema è quello di titillare gli istinti più bassi? Probabilmente, invece, anche noi italiani abbiamo bisogno di 'indignarci' - sono vent'anni e oltre che non lo facciamo più - e forse questi fenomeni sociali sono spia del fatto che stiamo finalmente iniziando a farlo.
Vedere il web esclusivamente come networking secondo me è molto limitativo. Internet è il luogo ubiquo dove confluiranno, contaminandosi, i messaggi che prima passavano su molti mezzi diversi.
Internet è innanzitutto una piattaforma che ospita innumerevoli modi di comunicare, per esprimere se stessi, per denunciare, per indignarsi. E difficilmente il bisogno di comunicare è cretino. Salvo casi eccezionali.

2 commenti:

  1. @Diomira, ovviamente non ho mai pensato che i "cretini" siamo i trecentomila fan di quella pagina FB come sembrerebbe di capire dalla fine del tuo post. Per il resto sono d'accordo sulla multiformità di scopi e sensibilità possibili in rete e non ho la pretesa di indirizzare alcunchè. Segnalavo solo che personalmente mi piacerebbe, dietro l'indignazione e lo sconforto che e' un po' di tutti, si concretizzassero prese di coscienza argomentate ed azioni conseguenti che il mezzo consentirebbe. Quello che accade in questi acsi è sempre troppo poco molto tardi. saluti

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  2. Grazie per la tua risposta, Massimo. Preciso che non pensavo e non penso che consideri cretini i fan, ma solo chi ha attuato l'iniziativa.
    Per il resto, spererei anch'io che, dopo la presa di coscienza e l'indignazione si giungesse a qualche posizione più costruttiva e corale. Il problema è che ne siamo ancora troppo lontani e mi auguro che non serva una carestia o il fallimento di uno Stato - e stavolta non quello di altri - a farci risvegliare dal lungo sonno di cittadini, passando quindi dalla consapevolezza alla responsabilità.
    Saluti, a presto

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Anche l'occhio vuole la sua parte

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